Cesare Andreoni

Biografia

Dopo gli studi classici viene coinvolto dal clima culturale italiano-milanese. Nel 1924 frequenta i corsi di Cattaneo a Brera e segue il Congresso Futurista di Milano e così si lega a Filippo Tommaso Marinetti, aderendo al "Futurismo tra le due guerre" e partecipando con i futuristi alle Biennali di Venezia (da quella del 1930 a quella del 1940) e alle Quadriennali di Roma del 1935 e del 1939.
Nel 1931 espone alla "Mostra Futurista di Aeroittura e di Scenografa" presso la Galleria Pesaro a Milano; nel 1932 partecipa alla mostra "Enrico Prampolini et les aeropeintres fuuristes italiens" organizzata dalla Gallerie de la Renaissaance. Nel 1933 espone alla mostra futurista in onore Umbrto Bocconi allaGalleria Pesaro e alla "Mostra Nazionae d'arte futurista. Aeropittura artesacra pittua scultura futriste" della Bottega d'arte di Livorno. Nello stesso periodo espone nuovamente a Parigi alla "Expositon des Futuristes italiens" alla Galere Bernheim-Jeune;alla fine dela mostra le opere verranno trasferite alla Neue Galerie di Vienna. Nel 1931 firma con Munari, Manzoni, Duse, Gambini e Bot un manifesto di supporto a quello dell'aeropittura e, nel 1934, firma il "Manifesto della Plastica Murale Futurista". L'amicizia e il sodalizio con Enrico Prampolini si concretizzano durante le partecipazioni alla Triennale di Milano.  Per l'edizione del 1933, Andreoni collabora al progetto e al decoro della Stazione per aereoporto civile, realizzata nel Parco Sempione; per quella del 1936 progetta, in collaborazione con A.Celesia, la Sala di Rappresentanza per il Comune di Aprilia, ed espone alla "Mostra Internazonale di Scenotecnica teatrale". Per l'edizione delle Triennale del 1940 realizza l'allestimento e l'ordinamento di un Ufficio del Turismo. Nel marzo del 1941, poco prima della partenza per il fronte, una sua personale alla Famiglia Artistica è presentata in catalogo e inaugurata da Marinetti, che chiude il suo testo dichiarando che Andreoni "merita il titolo di grande aeropittore futurista". In parallelo a queste ricerche, Andreoni ha elaborato riflessioni vicine alle posizioni degli astrattisti del gruppo del Milione. L'esperienza della campagna di Russia, dalla quale rientrerà prostrato anche fisicamente, gli impone rimeditazioni e riflessioni sulla sua espressività, ben documentata anche dal volume Disegni di Russia che presenta anche i suoi olii. Dal 1948 alla morte continuerà a indagare su nuove forme espressive, sempre attento ai temi del movimento e ai problemi del colore.