Piero Marussig

Piero Marussig

Trieste
16 maggio 1879


Pavia
13 ottobre 1937

Biografia

Piero Marussig (Trieste 1879 - Pavia 1937 ), dopo essersi formato nella città natale sotto la guida di Eugenio Scomparini, un allievo di Grigoletti, decide di completare la sua formazione viaggiando tra le principali città europee, quali Vienna, Monaco e Parigi, dove viene a contatto con gli impressionisti, Van Gogh, Gauguin, Cézanne e Seurat. Dopo il matrimonio con Rina Drenik nel 1903, si reca a Roma per approfondire la sua conoscenza dei classici, appassionandosi specialmente a Tiziano: è di questo periodo la sua presunta prima partecipazione ad una mostra. Tornato a Trieste, continua con una pittura tonale dalle dominanti pallide e azzurrate, alternando sperimentazioni con l'acquaforte, tra cui Ritratto di donna (1910). Del 1906 è la sua prima mostra documentata, all'Esposizione di Milano per l'inaugurazione del nuovo valico del Sempione. Intorno al 1912 avviene la sua prima svolta espressiva: nelle opere di ascendenza secessionista e monacense si insinua un'accensione espressionista del colore.  Da aprile a ottobre dello stesso anno, inoltre, per la prima volta partecipa con l'opera Sull'erba alla Biennale di Venezia, dove da questo momento sarà sempre presente. Si hanno poche notizie del periodo di guerra. In questi anni, comunque, continua a dipingere, portando alle estreme conseguenze, in alcuni esiti, la vibrazione del segno. Opere come Alberi in fiore del 1917 si strutturano come un pulviscolo di colore-materia, innervato da un forte linearismo. Nel '20 abbandona il periodo espressionista, approdando a un linguaggio più classico. All'indomani della scomparsa scrive di lui Carrà: "Tutte le tele che Marussig ci ha lasciato rivelano la dirittura morale dell'artista disinteressato, tutta l'opera postula un principio ed un fine etico che in sé la trascendono. […] Marussig avrebbe voluto essere nato per il sogno, e fino ad un certo punto la sua esistenza fu quella di un solitario. Egli era un aristocratico dello spirito, ed ebbe per l'arte una passione così pura e forte che forse non fu intesa neanche da noi che gli fummo vicini".